Abolizione Superbollo – Durante l’Automotive Dealer Day, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha lasciato intendere che una revisione del superbollo potrebbe non essere lontana. Le sue parole lasciano spazio all’ottimismo: “Siamo impegnati nel valutare costi e fasce per superare un’imposta che, attualmente, penalizza più di quanto benefici – anche per le finanze pubbliche. Il gettito annuo del superbollo è di circa 200 milioni di euro, cifra modesta, mentre l’effetto sul mercato è decisamente restrittivo. Stiamo pensando a una graduale eliminazione, articolata per fasce di potenza, anziché procedere a una soppressione immediata. Le valutazioni sono in corso proprio in questi giorni”.
Rispondendo a una domanda sull’eventualità di un intervento normativo in tempi brevi, il Vicepremier ha dichiarato: “La delega fiscale è già operativa. Se c’è volontà politica, è possibile intervenire anche prima della legge di bilancio. L’ipotesi è di strutturare la riforma in due o tre fasi, evitando un’abolizione totale che potrebbe generare successive richieste di compensazione. Ma è fondamentale rimuovere i vincoli che oggi bloccano il mercato”.
Quali cambiamenti sono in discussione?
Salvini ha anticipato l’intenzione di modificare il parametro relativo alla potenza oltre il quale il superbollo diventa applicabile. “Non vogliamo eliminare del tutto l’imposta nell’immediato, ma rivedere i limiti attuali. L’obiettivo finale resta la cancellazione, ma il percorso sarà graduale. L’Agenzia delle Entrate ha fornito alcune indicazioni preliminari, ma al momento non ci sono proposte tecniche ufficiali. Condivido pienamente la posizione di Federauto: serve una riforma che supporti il comparto, senza danneggiare i concessionari”.
Focus anche sulle auto aziendali
Nel corso del suo intervento, il ministro ha toccato anche il tema della fiscalità relativa ai veicoli aziendali. “Affronteremo la questione nella prossima legge di bilancio. Se una misura non ha prodotto risultati positivi, va corretta. Dobbiamo analizzare ciò che ha funzionato e cosa invece ha deluso. Se il mercato dei veicoli elettrici in Italia non si sviluppa secondo le aspettative, non si possono costringere imprese e consumatori a scelte non desiderate. Il tema sarà oggetto di discussione nei prossimi mesi”.
Tutto elettrico? “Rischio per l’economia e l’industria”
Notoriamente critico nei confronti dell’elettrico obbligatorio, Salvini ha ribadito le sue perplessità: “Dobbiamo interrogarci con onestà sull’efficacia delle strategie europee per la transizione ecologica. Il modello del “tutto elettrico” rappresenta, nei fatti, una crisi per l’economia, il commercio, l’industria e, in modo paradossale, anche per l’ambiente. I dati parlano da soli. Da parte mia, ci sarà sempre disponibilità al confronto. Invito tutti a sfruttare questi mesi per costruire una visione comune in vista del 2027 e del 2035. Le scelte spettano al mercato, non devono essere imposte dall’alto con logiche centralistiche”.
Cos’è il superbollo?
Il superbollo è un tributo addizionale rispetto al bollo auto, introdotto nel 2011 per tassare maggiormente i veicoli di fascia alta e con elevate prestazioni. Si applica ai proprietari (o usufruttuari) di automobili con una potenza superiore a 185 kW. L’importo della tassa supplementare è pari a 20 euro per ogni kW eccedente questa soglia. Chi è esente dal bollo ordinario non è tenuto nemmeno a pagare il superbollo.
Chi è soggetto al pagamento del superbollo?
- I proprietari del veicolo
- Gli usufruttuari
- Gli acquirenti con patto di riservato dominio
- Gli utilizzatori con contratti di leasing
- Gli utilizzatori con contratti di noleggio a lungo termine senza conducente