Nissan ha annunciato un ambizioso piano di riorganizzazione globale “Re:Nissan” con l’obiettivo di superare l’attuale crisi economica. Tra le misure più incisive, spicca il taglio di 20.000 posti di lavoro entro il 2027, un numero significativamente superiore rispetto ai 9.000 esuberi comunicati nell’autunno precedente. Contestualmente, il numero di stabilimenti produttivi sarà ridotto da 17 a 10, determinando la chiusura di 7 impianti.
Queste azioni rientrano nel piano di rilancio aziendale “Re:Nissan”, concepito per riportare il gruppo automobilistico giapponese a una condizione di sostenibilità economica dopo aver registrato pesanti perdite nell’ultimo esercizio finanziario.
Ristrutturazione e tagli di personale

Il piano di ridimensionamento colpirà sia i dipendenti operativi che quelli impiegati in settori strategici come ricerca, sviluppo e amministrazione. In parallelo, circa 3.000 dipendenti verranno riallocati in progetti specifici finalizzati alla riduzione dei costi, con particolare attenzione all’ottimizzazione della supply chain.
Il piano, illustrato dal nuovo amministratore delegato Ivan Espinosa, mira a definire un’organizzazione più efficiente e redditizia, in grado di adattarsi con maggiore rapidità ai cambiamenti del settore automobilistico.
Obiettivo: risparmiare 3 miliardi di euro
Nissan punta a risparmiare 500 miliardi di yen – l’equivalente di oltre 3 miliardi di euro – nell’arco di due anni. Per raggiungere tale traguardo, sono previsti interventi sui costi fissi e variabili che includono:
- La chiusura di 7 impianti di assemblaggio (riducendo il totale da 17 a 10 entro il 2027)
- Una razionalizzazione delle fabbriche dedicate ai motori
- La riorganizzazione della rete di fornitori, privilegiando volumi più elevati da un numero inferiore di partner
- La cancellazione del progetto relativo alla produzione di batterie a Kyushu
- Una revisione della gamma veicoli con focus su modelli a maggior rendimento
Semplificazione della gamma e nuove priorità strategiche

Il programma Re:Nissan prevede inoltre una semplificazione dell’offerta prodotto, con l’obiettivo di ridurre del 70% la complessità delle componenti e passare da 13 a 7 piattaforme per veicoli, contenendo così i costi di progettazione e produzione. I tempi di sviluppo dei nuovi modelli saranno ridotti da 37 a 30 mesi.
Tra i lanci previsti nei prossimi anni figurano nuovi modelli chiave per il rilancio del brand, come la rinnovata Nissan Skyline, una C-SUV completamente nuova e un SUV compatto destinato al marchio Infiniti.
Strategia internazionale
Parallelamente alla razionalizzazione della gamma, Nissan modificherà la propria strategia internazionale, concentrando risorse e investimenti sui mercati ritenuti più strategici. Negli Stati Uniti, si punterà sul rilancio del marchio Infiniti e sull’espansione della gamma ibrida. In Giappone, l’offerta sarà ampliata nei segmenti più richiesti, mentre in Cina l’attenzione sarà rivolta alle auto elettriche e ibride.
Nei mercati del Medio Oriente e in Messico la strategia prevede un adattamento dell’offerta in base alle specifiche esigenze locali. In Europa, Nissan si focalizzerà sui SUV di segmento B e C, valorizzando le sinergie operative e tecnologiche con Renault.
Obiettivo redditività entro il 2027
La presentazione del piano avviene in un contesto economico particolarmente difficile per l’azienda. Nissan ha chiuso l’ultimo esercizio con perdite nette pari a 670,9 miliardi di yen (oltre 4 miliardi di euro). Il fatturato si è attestato a 12.633 miliardi di yen, registrando una flessione dello 0,4%, mentre l’utile operativo è crollato dell’88%, con un margine sceso allo 0,6%.
Per il nuovo esercizio, l’azienda ha fornito una previsione cauta sui ricavi, stimati in 12.500 miliardi di yen, ma non ha comunicato alcuna stima sugli utili, a causa delle incertezze legate a dazi doganali, inflazione e fluttuazioni valutarie.