Nel mese di giugno, il mercato europeo delle automobili ha registrato una flessione del 5,1%, totalizzando 1.243.732 nuove immatricolazioni contro 1.311.043 dello stesso periodo del 2024. Guardando ai primi sei mesi del 2025, la contrazione complessiva è più contenuta e pari allo 0,9%, con 6.815.320 veicoli immatricolati rispetto ai 6.879.158 del primo semestre dell’anno precedente.
Rispetto al periodo pre-pandemico, il gap rimane significativo: le immatricolazioni di giugno sono inferiori del 16,6%, mentre il calo nel semestre raggiunge il 19%.
Mercato auto Italia giugno 2025
Il Direttore Generale di UNRAE, Andrea Cardinali, ha espresso forte preoccupazione per l’andamento del mercato italiano, che nel mese di giugno si è rivelato il peggiore tra i cinque maggiori mercati europei, segnando un calo delle immatricolazioni del 17,4%. Inoltre, i flussi di visitatori nei saloni auto – spesso indicativi dell’andamento futuro – risultano deboli. Anche nella transizione verso l’elettrico, l’Italia resta in ritardo rispetto agli altri Paesi, registrando la quota più bassa di auto ricaricabili.
Mercato auto Europa giugno 2025
Nel dettaglio, a giugno la Spagna ha registrato una crescita del 15,2%, il Regno Unito un +6,7%, mentre Francia e Germania hanno subito cali rispettivamente del 6,7% e del 13,8%. L’Italia si conferma fanalino di coda con una flessione del 17,4%. Anche nel semestre, la tendenza si ripete: Spagna (+13,9%) e Regno Unito (+3,5%) crescono, mentre Francia (-7,9%), Germania (-4,7%) e Italia (-3,6%) risultano in calo.
Mercato elettrificate
Nel mese di giugno, l’Italia è scesa al quarto posto tra i cinque principali mercati europei per numero di immatricolazioni, mantenendo però il terzo posto su base semestrale. Rimane ultima nella quota di auto elettrificate (ECV), attestandosi al 13,2%: 6,0% per le auto totalmente elettriche (BEV) e 7,2% per le ibride plug-in (PHEV). Il divario rispetto agli altri Paesi è marcato: Regno Unito al 36,0% (24,8% BEV e 11,2% PHEV), Germania al 28,4% (18,4% BEV e 10,0% PHEV), Francia al 24,0% (17,0% BEV e 7,0% PHEV) e Spagna al 20,8% (9,4% BEV e 11,4% PHEV).
A livello europeo, nel mese di giugno, le motorizzazioni elettriche e ibride plug-in hanno rappresentato il 28,7% del totale: le BEV hanno raggiunto il 19,2% (+3,3 punti percentuali) e le PHEV il 9,5% (+2,9 p.p.), valori ampiamente superiori alla media italiana.
Nel primo semestre del 2025, l’Italia si posiziona nuovamente all’ultimo posto tra i Major Market per quanto riguarda le auto elettrificate, con una quota del 10,4% equamente distribuita tra BEV e PHEV. Per confronto, Regno Unito al 31,9% (21,6% BEV e 10,3% PHEV), Germania al 27,6% (17,7% BEV e 9,9% PHEV), Francia al 23,4% (17,6% BEV e 5,8% PHEV) e Spagna al 16,8% (7,6% BEV e 9,2% PHEV). Nel complesso, il mercato europeo ha visto le ECV coprire il 26,2% delle vendite nel primo semestre: 17,5% BEV (+3,6 p.p.) e 8,7% PHEV (+1,6 p.p.).
Mercato in crisi per i dazi
Il settore automobilistico europeo continua a operare in un clima di grande incertezza, ulteriormente aggravato dalla recente minaccia degli Stati Uniti di imporre tariffe doganali fino al 30% sulle auto importate dall’Europa a partire dal 1° agosto, salvo accordi tra le parti. A queste tensioni si aggiungono il calo della fiducia, la svalutazione del dollaro e il conseguente rischio per export, consumi e investimenti, inclusi quelli delle principali case automobilistiche.
Sul piano nazionale, le preoccupazioni si concentrano sulla filiera produttiva legata all’export verso la Germania e all’impiego di componenti destinati al mercato statunitense, un segmento che vale circa 5 miliardi di euro. Le ricadute potrebbero incidere negativamente sulla domanda interna, con effetti ancora difficili da quantificare. Secondo il Centro Studi di Confindustria, dazi di questa portata potrebbero portare a un calo del PIL dello 0,6% nel 2026 e dello 0,8% nel 2027.
Nel percorso verso la decarbonizzazione, il 7 luglio scorso la Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica – attiva fino al 29 settembre – sugli standard di CO2 per auto e veicoli commerciali. UNRAE ha annunciato la propria partecipazione per fornire un contributo costruttivo alle politiche europee e nazionali.
UNRAE chiede incentivi
In Italia, UNRAE sollecita l’attuazione immediata degli incentivi destinati all’acquisto di auto elettriche annunciati dal MASE, per evitare che la stagnazione del mercato si protragga ulteriormente. L’associazione si impegna a indicare al Ministero le priorità del settore, offrendo analisi e dati per ottimizzare l’uso delle risorse disponibili. Attualmente, tra i cinque principali mercati europei, solo in Italia gli incentivi non sono ancora operativi: sono invece attivi in Francia, Spagna e – dal 15 luglio – anche nel Regno Unito.
UNRAE richiama inoltre l’attenzione sull’importanza di sviluppare un’infrastruttura di ricarica adeguata per sostenere la mobilità elettrica. Secondo l’EAFO (dati al 31 marzo 2025), l’Italia è al 16° posto in Europa per densità della rete di ricarica, con 12,7 punti ogni 100 km di strade contro una media europea di 18,4. Al 30 giugno, dei 57.900 punti installati censiti dal MASE, solo 51.000 risultano attivi (88%), con forti squilibri territoriali: il 60,7% si concentra nel Nord del Paese. Inoltre, il mercato risulta fortemente polarizzato: i primi due operatori controllano il 63,4% delle infrastrutture attive, con percentuali ancora più elevate a livello locale.
UNRAE quindi ribadisce l’urgenza di una riforma fiscale sulle auto aziendali, chiedendo un incremento delle detrazioni IVA, maggiore deducibilità dei costi e una revisione dei tempi di ammortamento. La Delega Fiscale in scadenza a fine agosto rappresenta, secondo l’associazione, un’opportunità fondamentale da prorogare fino al 2026 per introdurre misure fiscali più adeguate e sostenibili.