A tre giorni dalla scadenza del termine fissato per il 23 maggio, il salvataggio di KTM è ormai certo. Questo apre ufficialmente la strada alla conclusione della procedura di ristrutturazione aziendale. L’azionista indiano Bajaj Automotive è destinato ad assumere un ruolo più rilevante nella gestione.
Già nel fine settimana precedente erano emersi segnali concreti sull’investitore necessario a garantire la continuità di KTM. Il 20 maggio, la casa madre Pierer Mobility ha comunicato ufficialmente che i fondi richiesti sono stati reperiti. Sono infatti arrivate garanzie di finanziamento sufficienti per coprire la quota prevista dal piano di ristrutturazione della KTM AG e di due sue controllate, entro le scadenze previste:
“PIER Mobility AG e KTM AG hanno ricevuto impegni di finanziamento, subordinati all’esecuzione degli accordi richiesti, che garantiranno il pagamento delle quote per l’adempimento dei piani di ristrutturazione di KTM AG, KTM Components GmbH e KTM Forschungs- & Entwicklungs GmbH entro il 23 maggio 2025.”

L’identità dell’investitore che ha deciso di intervenire non è stata resa nota nel comunicato ufficiale. Tuttavia, fonti indiane nel weekend avevano già suggerito un possibile coinvolgimento di Bajaj Automotive, già socio. La società avrebbe infatti ottenuto finanziamenti bancari per un totale di 566 milioni di euro – cifra corrispondente al fabbisogno stimato per coprire il 30% della quota di debito prevista dal piano di risanamento.
Uno degli istituti coinvolti, Citigroup, è lo stesso incaricato da KTM AG di cercare nuovi investitori. I fondi raccolti da Bajaj sono stati ufficialmente destinati a investimenti. Finora, Bajaj ha sostenuto le attività dello stabilimento di Mattighofen con una somma complessiva di circa 800 milioni di euro a partire da marzo. Il legame tra le due aziende è consolidato da una lunga collaborazione produttiva e ingegneristica.
Questa situazione sembra momentaneamente escludere l’ingresso di altri investitori. Secondo quanto riportato dall’Oberösterreichische Nachrichten, KTM non esclude la possibilità di coinvolgere nuovi finanziatori in futuro, ma nel breve termine Bajaj dovrebbe aumentare la propria influenza a Mattighofen. Attualmente, il gruppo indiano detiene il 49% della Pierer Bajaj AG, la holding che esercita un controllo indiretto sul produttore di motociclette austriaco.
Il principale vantaggio di questo scenario è l’assenza di soggetti esterni nel processo decisionale, condizione che garantisce una maggiore coesione interna. Restano tuttavia alcune questioni aperte: in che modo Bajaj intende esercitare il proprio potere decisionale? L’azienda cercherà maggiore rappresentanza nella governance?
Un ulteriore nodo riguarda la produzione nello stabilimento dell’Innviertel. È evidente che le catene di fornitura dovranno essere riattivate rapidamente. I fornitori dovranno ristabilire la fiducia nei confronti di KTM, in quanto entro luglio sarà necessario riportare le scorte ad un numero sufficiente: alcuni modelli non sono stati completati recentemente per mancanza di componenti essenziali.